Il Festival dei Cinque Colori apre una nuova finestra sul mondo dell’animazione con la prima sessione del Festival Cinque Colori Cartoon, uno spazio pensato non soltanto per presentare opere e incontrare i protagonisti del settore, ma soprattutto per far dialogare esperienze già consolidate e nuovi talenti.
A Piazza del Popolo saranno coinvolte realtà internazionali, tra cui Studio Soi, insieme ad autori, registi, produttori e giovani emergenti italiani.
L’obiettivo è creare un luogo nel quale possa trovare voce anche chi si trova ancora nella fase embrionale di un progetto: giovani autori e creativi che hanno un’idea, una storia, dei personaggi o un progetto di animazione, ma che spesso incontrano difficoltà nel far conoscere il proprio lavoro e nel trovare le competenze, le relazioni e le opportunità necessarie per trasformarlo in una vera produzione.
Dall’idea alla possibilità di una produzione
Il Festival Cinque Colori Cartoon vuole partire proprio da qui: dare spazio a chi normalmente fatica ad averlo.
Mettere nello stesso luogo giovani emergenti, studi internazionali e professionisti del settore significa creare occasioni reali di ascolto, confronto e incontro, permettendo a progetti ancora agli inizi di essere raccontati e conosciuti.
Non soltanto, quindi, un Festival che mostra ciò che è già stato realizzato, ma uno spazio che guarda anche a ciò che ancora deve nascere, alle idee che cercano una possibilità per crescere e ai giovani che hanno bisogno di essere ascoltati prima ancora che riconosciuti.
Una giuria che dà voce anche ai bambini
Coerentemente con lo spirito di Cinque Colori, anche i bambini saranno parte della Giuria ufficiale del Festival Cinque Colori Cartoon, insieme a Maria Teresa Carpino, Francesco Colombo, Wellyngton Giardina e Marino Guarnieri.
Una scelta precisa: se l’animazione è uno dei linguaggi più potenti per raggiungere i bambini, anche il loro sguardo deve avere uno spazio e una voce.
Il Festival Cinque Colori Cartoon nasce così come un luogo di incontro tra chi l’animazione la realizza già, chi sogna di poterla realizzare e chi, come i bambini, ne è uno degli interlocutori più autentici.
Un Festival per le opere che esistono già, ma soprattutto per le storie che devono ancora trovare qualcuno disposto a credere in loro.
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